A ufo

Alla scoperta dell’ “umanità”, quella vera

Chi è Iolanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Trani   

Bio-Degradabile

Non conosce a memoria né Totò, né Eduardo De Filippo, né Nino D'Angelo, né il meno noto Gigi Finizio. Giura però di essere nata a Napoli, l'8 ottobre del 1971, da parto gemellare, e di aver mangiato mozzarella di bufala verace quasi ogni giorno, per anni.

Alle falde dell'imprevedibile Vesuvio, Iolanda ha trascorso gli anni della spensieratezza e dell'incoscienza. Quelli che a partire dall'asilo, frequentato dalle Suore di Gorizia, passando per il Liceo Classico, l'hanno portata a laurearsi, con una tesi in Storia Contemporanea e Antropologia, in Sociologia.

Irrequieta e curiosa, alla continua ricerca di atmosfere sempre diverse, a 16 anni, affascinata dalla scuola messa in scena da "Fame" (ad affascinarla era soprattutto Danny Amatullo, anche se il suo uomo ideale è Terence di Candy Candy), Iolanda decide di realizzare uno dei suoi grandi sogni di bambina: fare la ballerina. Si trasferisce quindi negli States (e precisamente a Huron, nell'Ohio), dove per circa un anno vive con una famiglia stile Bradford (otto tra fratelli e sorelle).

Lì impara molto bene l'inglese (l'americano) e riesce ad ingrassare bevendo Diet Coke. La sua carriera da etoile è stroncata.

A 21 anni, iscritta a Sociologia a Napoli, dà all'estero un'altra chance. Parte per l'Erasmus alla volta di Brighton (U.K) e lì, in 8 mesi impara l'inglese (questa volta è quello vero), dimagrisce (la cucina lascia alquanto a desiderare) e si convince definitivamente che l'Italia è quanto di meglio possa offrire il pianeta Terra.

Dal 2000 vive a Milano. Qui Iolanda ha capito che nelle città senza sbocco al mare si sente come un topo in trappola, ma pur di non far la mantenuta, per il momento non progetta traslochi.

Ama il cinema, le sceneggiature dal linguaggio elegantemente anacronistico e i finali non facilmente interpretabili. Adora tutto ciò che è bello e fa ridere e, quando non costretta per lavoro, adora anche scrivere. Sulla sua carta d'identità, alla voce professione, c'è scritto giornalista. E la giornalista fa.

Entra nel mondo da lei sognato da bambina, per caso, con una collaborazione da freelance, ma fissa, con Italia Oggi.

Per Class Editori va spesso all'estero e si occupa di economia e Information Technology. Poco prima della bolla, viene assunta in un mensile edito da Edipi: Azienda Banca. Qui comincia a scrivere di marketing finanziario, di management aziendale e, incredibile ma vero, banche.

Nel novembre 2003, abbandona il posto fisso tanto caro agli italiani e accettare una nuova sfida: scrivere di cinema. Da febbraio 2004 vede centinaia di film in anteprima (che bel lavoro!), ma dopo due anni, parte alla volta delle Marche e per entrare come consulente in banca. Dopo di che torna a Milano e riprende la sua attività di freelance, fino al gennaio 2008 quando una compagnia di assicurazioni e riassicurazioni decide di affidarle un ruolo nuovo: responsabile ufficio stampa. Intanto continua a sogna di fondare un giorno una rivista o, almeno, una rubrica per extraterrestri alla scoperta dell’“umanità”, quella vera.

Il business plan è già stato steso nel 2000. Manca solo, e dato il tipo non poteva che mancare, il piano di fattibilità.

Tra il dire e il fare, come sempre, per Iolanda c’è di mezzo il mare. Ma i miracoli esistono e nel giugno 2008 Iolanda viene trasferita, dal capo migliore che si possa avere sul Pianeta Terra, nella sede romana della sua compagnia di assicurazioni.

Pur di non vivere in nessun altro posto che a Napoli, comincia a fare la pendolare Napoli Roma e viceversa tutti i giorni. Svegliarsi all’alba è massacrante, rientrare a casa non prima delle 21 è massacrante, ma Iolanda è contenta. Sul treno incontra tante bellissime persone e nonostante gli iPod a palla che detesta, riesce a fare amicizia con extraterrestri non da poco. Tra questi Antonio Trani, il Presidente dell’associazione dei pendolari Napoli Roma, che un po’ per gioco, un po’ per sfida, le propone di scrivere l’EditorIole sul sito pendolari.org.

Ed EditorIole fu. Il passo successivo è la realizzazione del suo sogno che originariamente si chiamava “Notizie del Pianeta Terra” e che oggi si chiama “A Ufo, alla scoperta dell’ “umanità”, quella vera”.